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Fattibilità7 agosto 202511 min

NPV, IRR e Payback: quale indicatore usare e quando

Perché servono più indicatori

Ogni investimento industriale richiede una risposta a tre domande fondamentali: conviene? (redditività), quando rientro? (liquidità) e quanto rende rispetto al costo del capitale? (efficienza). Nessun singolo indicatore risponde a tutte e tre.

Il NPV (Net Present Value) risponde alla prima, il Payback alla seconda, l'IRR (Internal Rate of Return) alla terza. Utilizzarli insieme fornisce una visione completa; affidarsi a uno solo può portare a decisioni sbagliate.

In questo articolo vediamo come funziona ciascun indicatore, i loro limiti e come interpretarli nel contesto di un'analisi di fattibilità economico-finanziaria per investimenti industriali.

NPV — Net Present Value (Valore Attuale Netto)

Il NPV è la somma di tutti i flussi di cassa futuri dell'investimento, scontati (attualizzati) al tasso di sconto che rappresenta il costo opportunità del capitale. Un NPV positivo significa che l'investimento genera valore oltre il rendimento minimo richiesto.

La formula: NPV = Σ [CF_t / (1+r)^t] - I₀, dove CF_t è il flusso di cassa al tempo t, r è il tasso di sconto e I₀ è l'investimento iniziale.

Il tasso di sconto è il parametro più critico: rappresenta il rendimento minimo accettabile per l'investitore, tenendo conto del rischio del progetto. Per investimenti industriali in Italia, tassi tipici vanno dal 6% al 12% a seconda del settore e del profilo di rischio.

Punti di forza del NPV: misura il valore assoluto creato dall'investimento (in euro), tiene conto del valore temporale del denaro, considera tutti i flussi di cassa dell'intero orizzonte temporale. È l'indicatore teoricamente più corretto per le decisioni di investimento.

Limiti: non è intuitivo per i non addetti (un NPV di 150.000 EUR è tanto o poco?), non tiene conto della dimensione dell'investimento (un NPV di 100.000 EUR su un investimento da 50.000 EUR è molto diverso da uno su un investimento da 5 milioni), dipende fortemente dal tasso di sconto scelto.

Regola pratica: NPV > 0 → l'investimento è accettabile. Tra alternative mutuamente esclusive, scegliere quella con NPV maggiore. Ma verificare sempre con gli altri indicatori.

IRR — Internal Rate of Return (Tasso Interno di Rendimento)

L'IRR è il tasso di sconto che rende il NPV dell'investimento uguale a zero. In altre parole, è il rendimento implicito del progetto: se l'IRR è superiore al costo del capitale (tasso di sconto), l'investimento conviene.

L'IRR non ha una formula chiusa: si calcola per via iterativa. Tutti i software di analisi finanziaria (inclusa la piattaforma DESUTEA) lo calcolano automaticamente.

Punti di forza: è espresso in percentuale, quindi immediatamente confrontabile con il costo del capitale, i tassi di mercato e il rendimento di investimenti alternativi. È intuitivo per manager e decisori ('questo progetto rende il 18%').

Limiti dell'IRR — e sono significativi: assume che i flussi di cassa intermedi vengano reinvestiti allo stesso tasso IRR, il che è spesso irrealistico per IRR molto elevati. Per flussi di cassa non convenzionali (che cambiano segno più volte) possono esistere IRR multipli o nessun IRR. Non tiene conto della dimensione: un progetto con IRR 50% su 10.000 EUR crea meno valore di uno con IRR 15% su 1 milione.

L'IRR modificato (MIRR) risolve il problema del reinvestimento assumendo che i flussi intermedi vengano reinvestiti al costo del capitale anziché all'IRR. È un indicatore più realistico ma meno diffuso nella pratica.

Non usare l'IRR come unico criterio di decisione tra progetti alternativi di dimensione diversa. Un progetto con IRR inferiore ma NPV superiore crea più valore per l'azienda.

Payback Period (Periodo di Recupero)

Il Payback Period è il tempo necessario affinché i flussi di cassa cumulati dell'investimento pareggino l'investimento iniziale. Risponde alla domanda: 'quando recupero i soldi investiti?'.

Esistono due versioni: il Payback semplice (che somma i flussi di cassa non scontati) e il Payback attualizzato o Discounted Payback (che somma i flussi scontati). Il Payback attualizzato è teoricamente più corretto perché tiene conto del valore temporale del denaro.

Punti di forza: è il più intuitivo degli indicatori — tutti comprendono '3 anni e 4 mesi'. È particolarmente utile in contesti di incertezza: un investimento che rientra in 2 anni è meno rischioso di uno che rientra in 7, a parità di NPV. Per le PMI con vincoli di liquidità, il Payback è spesso l'indicatore decisivo.

Limiti: ignora completamente i flussi di cassa dopo il Payback (un investimento potrebbe avere un Payback breve ma generare perdite successive). Il Payback semplice ignora il valore temporale del denaro. Non misura la redditività: dice solo quando si rientra, non quanto si guadagna complessivamente.

Profitability Index (Indice di Redditività)

Un quarto indicatore spesso utilizzato negli studi di fattibilità è il Profitability Index (PI), che misura il valore creato per ogni euro investito.

Formula: PI = (NPV + I₀) / I₀ = Σ [CF_t / (1+r)^t] / I₀. Un PI > 1 indica che l'investimento crea valore; un PI di 1,25 significa che per ogni euro investito se ne recuperano 1,25 in valore attuale.

Il PI risolve uno dei limiti del NPV: tiene conto della dimensione dell'investimento. È particolarmente utile quando si devono confrontare progetti alternativi con investimenti iniziali molto diversi o quando il budget disponibile è limitato (capital rationing).

Nella pratica, il PI si usa come complemento al NPV, non come sostituto. NPV positivo e PI > 1 dicono la stessa cosa (l'investimento conviene), ma il PI aggiunge informazione sulla resa per unità di capitale impiegato.

Come usarli insieme: una metodologia pratica

Ecco un framework decisionale che integra tutti gli indicatori.

Step 1 — Screening con NPV: calcolare il NPV di tutte le alternative. Scartare quelle con NPV negativo (non creano valore). Se resta una sola alternativa con NPV > 0, è quella giusta (ma verificare comunque Payback e IRR).

Step 2 — Verifica con IRR: l'IRR deve essere superiore al costo del capitale (WACC o tasso di sconto utilizzato). Se IRR < costo del capitale, il progetto non rende abbastanza. Attenzione ai casi con IRR multipli (flussi non convenzionali).

Step 3 — Verifica con Payback: il Payback deve essere compatibile con gli orizzonti temporali dell'azienda e con i vincoli di liquidità. Un NPV molto positivo con un Payback di 10 anni potrebbe non essere accettabile per una PMI.

Step 4 — Ranking con PI: tra alternative con NPV positivo, usare il PI per classificarle in ordine di efficienza. Particolarmente utile quando il budget è limitato e non si possono realizzare tutti i progetti.

Step 5 — Analisi di sensibilità: testare la robustezza dei risultati al variare delle ipotesi chiave (tasso di sconto, ricavi, costi). Un investimento con NPV positivo ma che diventa negativo con una variazione del 10% dei ricavi è fragile.

La simulazione Monte Carlo testa migliaia di combinazioni delle variabili chiave, fornendo una distribuzione probabilistica del NPV. È il passo successivo all'analisi di sensibilità per investimenti ad alto rischio.

Caso pratico: investimento in linea di produzione

Un'azienda valuta l'acquisto di una nuova linea di produzione con i seguenti dati: investimento iniziale 800.000 EUR, flussi di cassa annui previsti 180.000 EUR per 8 anni, tasso di sconto 8%, valore residuo 50.000 EUR.

NPV = -800.000 + Σ [180.000 / (1,08)^t] + 50.000/(1,08)^8 = circa 261.000 EUR. L'investimento crea valore.

IRR = circa 15,8%. Superiore al costo del capitale (8%), conferma la convenienza.

Payback semplice = 800.000 / 180.000 = 4,4 anni. Payback attualizzato = circa 5,6 anni. Compatibile con la vita utile dell'impianto (8 anni).

PI = (261.000 + 800.000) / 800.000 = 1,33. Per ogni euro investito, l'azienda ottiene 1,33 EUR in valore attuale. Buona efficienza del capitale.

Se l'azienda accede al credito d'imposta Transizione 5.0 (ipotizziamo 35% su 800.000 EUR = 280.000 EUR), l'investimento netto diventa 520.000 EUR e gli indicatori migliorano significativamente: NPV sale, IRR sale, Payback si accorcia. Il credito d'imposta trasforma un buon investimento in un ottimo investimento.

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