I requisiti di interconnessione 5+2: checklist operativa
Il framework 5+2: struttura e logica
I requisiti tecnici dell'Allegato A, Sezione I, della L. 232/2016 sono organizzati in due blocchi: 5 requisiti obbligatori (tutti necessari) e 3 requisiti aggiuntivi (almeno 2 necessari). Il criterio è cumulativo: manca un solo requisito obbligatorio e l'investimento non è ammissibile.
Questa struttura non è casuale: i 5 requisiti obbligatori definiscono le caratteristiche minime di una macchina 'Industria 4.0' (controllo digitale, connettività, integrazione, interfaccia, sicurezza). I 3 requisiti aggiuntivi spingono verso la maturità digitale (monitoraggio remoto, sensing avanzato, modellizzazione digitale).
La verifica dei requisiti non è un esercizio teorico: deve produrre evidenze documentali concrete che sostengano la perizia tecnica e resistano a un eventuale controllo dell'Agenzia delle Entrate.
Requisito 1: controllo CNC/PLC — come dimostrarlo
Il primo requisito richiede che la macchina sia controllata da CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller). È il requisito più intuitivo, ma attenzione ai dettagli.
Cosa conta come CNC/PLC: controllori numerici per macchine utensili, PLC industriali (Siemens, Rockwell, Beckhoff, Omron, ecc.), controllori di robot, sistemi embedded con logica programmabile. Non contano: semplici timer, relè programmabili senza capacità di comunicazione, azionamenti con regolazione analogica.
Come documentarlo: indicare marca, modello e tipo di controllore nella perizia. Allegare datasheet del controllore. Se la macchina ha più controllori (es. CNC per gli assi + PLC per la logica ausiliaria), documentarli tutti. Screenshot del software di programmazione che mostra il programma attivo.
Errore frequente: macchine con pannello operatore touch ma senza un vero CNC/PLC dietro. Un pannello HMI non è un controllore: è solo un'interfaccia.
Requisito 2: interconnessione — il più critico
L'interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program è il requisito che genera più controversie e contestazioni. Non basta collegare un cavo Ethernet alla macchina.
Cosa richiede concretamente: la macchina deve scambiare dati in modo bidirezionale con almeno un sistema informativo aziendale (MES, ERP, SCADA, supervisore di linea). 'Bidirezionale' significa che la macchina riceve dati (programmi, ricette, ordini di produzione) E invia dati (stato macchina, conteggi, allarmi, parametri di processo).
Protocolli accettabili: OPC-UA (il gold standard per Industria 4.0), MQTT, API REST/SOAP, protocolli proprietari documentati con specifiche tecniche. Non è sufficiente una connessione di sola rete per l'assistenza remota del costruttore.
Come documentarlo: schema di rete che mostra la macchina, il sistema informativo e il flusso dati. Screenshot dei dati scambiati (es. ordine di produzione ricevuto dalla macchina, dati di produzione inviati al MES). Log dei messaggi scambiati. Documentazione dei protocolli utilizzati.
Il 'caricamento da remoto di istruzioni e/o part program': deve essere possibile inviare alla macchina programmi di lavoro (part program per CNC, ricette per processo, sequenze per robot) dal sistema informativo, senza intervento manuale diretto sulla macchina.
L'interconnessione deve essere operativa e utilizzata nel processo produttivo reale, non solo potenzialmente possibile. Un cavo collegato ma senza traffico dati non soddisfa il requisito.
Requisito 3: integrazione logistica
La macchina deve essere integrata nel sistema logistico della fabbrica o nella rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo. Questo requisito è complementare all'interconnessione e riguarda il flusso fisico dei materiali e dei prodotti.
Esempi concreti di integrazione: la macchina riceve i pezzi da un sistema di alimentazione automatica (nastro, robot di carico, AGV) collegato al magazzino o alla macchina a monte. La macchina invia i pezzi lavorati a un sistema di evacuazione automatica verso la stazione successiva. Il sistema informativo gestisce la sequenza di lavorazione tra più macchine.
Anche un'integrazione 'informativa' della logistica è accettabile: la macchina comunica al sistema logistico quando un lotto è completato, permettendo la pianificazione automatica della movimentazione. L'ordine di produzione sulla macchina è generato automaticamente dal sistema di pianificazione (MRP/scheduling) in base agli ordini clienti.
Come documentarlo: diagramma del flusso produttivo che mostra il ruolo della macchina nella catena. Screenshot del sistema gestionale che mostra l'integrazione. Foto/video dell'integrazione fisica (se presente). Descrizione dei flussi informativi logistici.
Requisito 4: interfaccia uomo-macchina
L'interfaccia uomo-macchina deve essere semplice e intuitiva. È il requisito apparentemente più facile, ma non va sottovalutato.
Cosa soddisfa il requisito: pannelli touch screen con interfaccia grafica, HMI (Human Machine Interface) con visualizzazione sinottica del processo, display con diagnostica in tempo reale (allarmi, stato, parametri), sistemi di guida operatore (istruzioni a video, step-by-step).
Cosa potrebbe non soddisfarlo: macchine con sola interfaccia a pulsanti fisici e indicatori luminosi, senza display o pannello operatore. Interfacce testuali a riga di comando senza elementi grafici. Pannelli con sola visualizzazione numerica senza contestualizzazione.
Come documentarlo: foto dell'interfaccia operatore in condizioni operative. Screenshot delle schermate principali (sinottico, diagnostica, programmazione). Breve descrizione delle funzionalità dell'HMI nella perizia.
Nota: per i robot collaborativi, l'interfaccia intuitiva è spesso un punto di forza — teach pendant con interfaccia grafica, programmazione per dimostrazione, pannelli di controllo semplificati.
Requisito 5: sicurezza — il collegamento normativo
La macchina deve rispondere ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro. Questo requisito crea il collegamento diretto tra incentivi fiscali e normativa sulla sicurezza delle macchine.
Cosa significa in pratica: la macchina deve essere conforme alla Direttiva Macchine 2006/42/CE (dal 2027 al Regolamento 2023/1230) con marcatura CE valida e dichiarazione di conformità UE. Deve rispettare le norme armonizzate applicabili (EN ISO 12100 per la valutazione dei rischi, EN ISO 13849-1/IEC 62061 per i sistemi di comando legati alla sicurezza, norme di tipo C specifiche per la famiglia di macchine).
Come documentarlo: copia della dichiarazione di conformità CE. Foto della targhetta CE sulla macchina. Elenco delle norme armonizzate applicate (desumibile dal fascicolo tecnico). Verifica che la valutazione dei rischi sia completa e aggiornata.
Attenzione ai casi critici: macchine usate rimesse a nuovo (devono mantenere la conformità originale), macchine modificate sostanzialmente (possono richiedere una nuova valutazione di conformità), macchine importate da extra-UE (verificare che la conformità sia alle norme europee, non solo locali).
Il requisito 5 non è negoziabile: una macchina senza marcatura CE conforme non può beneficiare del credito d'imposta, indipendentemente dal soddisfacimento degli altri requisiti.
Requisiti aggiuntivi 6, 7, 8: come scegliere i 2 da soddisfare
Dei tre requisiti aggiuntivi, è necessario soddisfarne almeno due. La scelta dipende dalle caratteristiche tecniche della macchina e dal contesto aziendale.
Requisito 6 — Telediagnosi/telemanutenzione: il più facile da soddisfare. Quasi tutte le macchine moderne offrono accesso remoto per assistenza tecnica (VPN, TeamViewer industriale, piattaforme cloud del costruttore). Documentare: sistema di accesso remoto, piattaforma cloud (se presente), log di sessioni di teleassistenza effettuate.
Requisito 7 — Monitoraggio continuo: richiede sensori che monitorano parametri di processo in tempo reale. Molte macchine CNC hanno già sensori integrati (temperatura mandrino, vibrazioni, potenza assorbita). Se la macchina non ha sensori sufficienti, possono essere aggiunti sensori aftermarket (vibrazione, temperatura, corrente) con sistema di acquisizione collegato al MES. Documentare: elenco sensori, parametri monitorati, screenshot del sistema di monitoraggio, eventuali soglie di allarme configurate.
Requisito 8 — Digital twin: il più complesso. Richiede un modello digitale della macchina che simula il suo comportamento. Può essere implementato con software di simulazione (es. Siemens NX, Dassault Systèmes), piattaforme IoT con modellizzazione (Azure Digital Twins, AWS IoT TwinMaker) o sistemi proprietari del costruttore. In pratica, soddisfare i requisiti 6 e 7 è la scelta più comune e pragmatica per la maggior parte delle PMI.
La perizia tecnica: struttura e contenuti
La perizia tecnica (obbligatoria per investimenti > 300.000 EUR, raccomandata per tutti) è il documento che attesta il soddisfacimento dei requisiti. Deve essere redatta da un ingegnere o perito industriale iscritto all'albo, o da un ente di certificazione accreditato.
Struttura tipo della perizia: identificazione del bene (costruttore, modello, matricola, data di acquisto, valore), classificazione nell'Allegato A (sezione, categoria), verifica dei 5 requisiti obbligatori con evidenze per ciascuno, verifica dei requisiti aggiuntivi con evidenze, verifica della conformità normativa (marcatura CE, dichiarazione di conformità), per Transizione 5.0: riferimento alla certificazione energetica ex-ante/ex-post.
Evidenze da allegare: datasheet della macchina, schema di rete con flussi dati, screenshot dell'interconnessione operativa, foto della macchina con targhetta CE, dichiarazione di conformità, eventuali report di monitoraggio o teleassistenza.
La perizia deve essere giurata (con bollo e giuramento presso il Tribunale o un notaio) per investimenti superiori a 300.000 EUR. Per importi inferiori è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante, ma la perizia semplice (non giurata) è comunque fortemente raccomandata.
Coinvolgere il perito/ingegnere fin dalla fase di specifica tecnica di acquisto garantisce che i requisiti siano definiti e verificabili prima dell'ordine della macchina.
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